Dal 14 al 17 GENNAIO 2027

Giovedì, Venerdì e Sabato ore 21 – Domenica ore 17,30

ECUBA

di Euripide

Adattamento e Regia Livio Galassi

Con Paola Quattrini

e con (in ordine alfabetico) Sebastiano Colla, Gipeto, Giorgia Guerra

Musiche Originali di Luciano Francisci e Stefano Conti – Scene Giovanni Nardi

Costumi Rocre

Produzione LAROS Ass. Cult.

Grande prova di attrice per una delle protagoniste più amate del teatro e del cinema italiano, in uno dei testi più alti della drammaturgia di ogni tempo. La tragedia di Ecuba, il suo inconsolabile strazio per la perdita dei suoi cari, della patria, della propria dignità, non è relegata in un mito lontano ma echeggia, purtroppo, di sconsiderata attualità. Caduta Troia, schiava di Agamennone, oltre ai precedenti lutti, Ecuba dovrà affrontare il sacrificio dell’amatissima figlia Polissena, che lo spettro di Achille esige sulla propria tomba per placare i venti contrari che hanno costretto la flotta achea a un forzato approdo in Tracia. E a quelle rive, le onde trascinano il corpo assassinato di Polidoro, il figlio giovinetto mandato a Polimestore, re di quella terra, perché proteggesse lui e il tanto oro che con sé portava, messo in salvo per i sopravvissuti. Atroce il suo dolore di madre quanto atroce la sua vendetta, senza ombra di rimorso e senza luce di riscatto. La regia sfoglia rispettosa queste pagine immortali, analizza parole e struttura e, dal 424 a.C., li trasporta in un’epoca senza tempo, che è ieri, che è oggi e che, con reiterata e sempre delusa speranza, ci auguriamo che non sia domani. La regina di Troia, privata della patria, dei figli e della dignità, diventa il simbolo universale del dolore provocato dalla guerra. La sua vicenda, lungi dall’essere confinata in un remoto passato mitologico, si proietta sulle tragedie contemporanee, sulle migrazioni forzate, sulle distruzioni che continuano a segnare il nostro presente. La forza dello spettacolo risiede nell’intensità di una protagonista che attraversa il lutto e la vendetta senza mai perdere la propria dimensione profondamente umana.