TIESTE

DAL 22 AL 24 OTTOBRE 2021

TIESTE

Di SENECA
Regia GIUSEPPE ARGIRÒ
Con GIUSEPPE PAMBIERIPAOLO GRAZIOSI
SERGIO BASILE
ELISABETTA AROSIO, ROBERTO BALDASSARI, VINICIO ARGIRÒ

Musiche VINCENZO INCENZO
Costumi EMILIANO SICURO
Produzione TEATRO DELLA CITTÀ

Dopo il debutto, in Prima Nazionale, al Festival del Teatro Classico di Formia e rappresentato poi a Segesta ed in altri importanti siti archeologici, apre la Stagione 2020/212 del Teatro Arcobaleno TIESTE di Seneca, adattamento e regia di Giuseppe Argirò, che vede in scena Giuseppe Pambieri e Paolo Graziosi, una straordinaria e inedita coppia di attori, depositari di una prestigiosa tradizione teatrale, con la partecipazione di Sergio Basile. E’ l’occasione per assistere ad una tragedia raramente rappresentata, alla quale, per le tue tinte fosche, si ispirò Shakespeare nel Titus Andronicus e nell’Amleto. La tragedia affronta il tema della vendetta e dell’inganno, rappresentando un connubio perfetto tra il potere e il male. La vicenda ruota attorno alla vendetta di Atreo nei confronti del fratello Tieste che, tempo prima, ha cercato con l’inganno di sottrargli il regno e di sedurre la moglie. Il legittimo re riuscirà a sventare le macchinazioni del fratello e a salvaguardare il trono, ma non dimenticherà il tradimento: fingendo una riconciliazione, inviterà Tieste a Palazzo e dopo averne ucciso i figli offrirà al padre un empio banchetto. Il testo declina la violenza in tutte le sue forme connesse al sopruso e alla prevaricazione, volta all’affermazione autoritaria e al disprezzo di qualsiasi norma giuridica che regoli la convivenza civile. L’affermazione dell’autoritarismo si respira in ogni piega della drammaturgia; l’invito iniziale della Furia viene infatti accolto da Atreo: “muoiano fede, lealtà e diritto”. Seneca indaga quella primordiale lotta tra il bene e il male e descrive il ribaltamento di valori esistente in ogni totalitarismo che persegue il proprio disegno politico, sociale ed esistenziale. L’opera di Seneca, l’unica a non avere un modello greco corrispondente, è una tragedia senza catarsi e non offre alcuna redenzione ai personaggi che perdono ogni umanità dimostrando che la violenza e il disprezzo per la vicenda umana è un prodotto culturale determinato dal potere e dalla storia, che si ripete in modo inesorabile, non risparmiando nessuno.

venerdì e sabato ore 21.00
domenica ore 17.30