IL GUARDIANO

DAL 6 AL 15 MAGGIO 2022

IL GUARDIANO

Di HAROLD PINTER
Adattamento e Regia ALESSANDRO CARVARUSO
Con ROBERTO D’ALESSANDRO, VALENTINA MARTINO GHIGLIA, ALESSANDRA DE PASCALIS
Musiche GIOVANNI ZAPPALORTO

Harold Pinter, insignito del Premio Nobel per la Letteratura nel 2005, è considerato uno dei più importanti autori teatrali del ‘900. La tragicommedia IL GUARDIANO (The Caretaker) debuttò a Londra nel 1960, ottenendo uno straordinario e duraturo successo di pubblico e di critica.

Un uomo. Due donne. Una stanza, caotica e asfittica, che fa al contempo da cornice e da motore a un gioco a tre esasperato e malato. Una stanza-rifugio, costantemente in attesa di un ordine che forse non arriverà mai: quello stesso ordine a cui sembrano anelare i tre protagonisti.
Tre esistenze alla deriva. Un incontro – scontro alla disperata ricerca di un proprio posto nel mondo: e del mondo, allora, quel rifugio oppressivo e claustrofobico diventa la metafora, terreno di sfida e di conquista, attraverso dinamiche perverse in cui i tre personaggi si scambiano incessantemente i ruoli di vittima, persecutore e salvatore (per scomodare Karpman e il suo triangolo drammatico).
Pinter ci trascina in un viaggio surreale, intenso, senza respiro e, attraverso l’apparente interdipendenza dei tre protagonisti, sembra offrirci l’illusione di una possibile condivisione del dolore, di un umano supporto da cui possa nascere una vita nuova. Ma è solo utopia. La solitudine si insinua via via assoluta, totale, senza speranza, e i cumuli di chiacchiere di cui si sommergono i tre personaggi non fanno altro che svelare ancora più crudamente il loro totale e definitivo straniamento.

NOTE DI REGIA

La vicenda, nell’originale di Pinter, è una partita a tre uomini. In questa versione l’esperimento, la sfida con lo stesso autore è di assegnare il personaggio di Mick e quello di Aston (i due fratelli) a due donne. Stesso carattere, stessa estrazione sociale. Affondando le mani nella rete densa dei viaggi pinteriani si scopre come, tranne in alcuni sporadici casi, l’autore scrive in quest’opera personaggi che possono essere interpretati indifferentemente dal genere dell’attore. Ma questo è veramente possibile? Veramente il genio di Pinter ha prodotto un’opera in cui i generi, le età, le estrazioni sociali sono solo un pretesto, un veicolo per intrecciare delle assurde relazioni? Sì, ed è questo che voglio dimostrare. Nessuno saprà mai se Harold Pinter sarebbe d’accordo con chi vuole sperimentare questa via surreale, tutti però sappiamo che vale la pena tentare, vale la pena scrutare, e forse perdersi, nel genio che lo ha scritto

venerdì e sabato ore 21.00
domenica ore 17.30